La storia

La fondazione

Un’atmosfera eroica e sacrale avvolge le origini di questa e di altre chiese veneziane a significare che Venezia, fin dal suo sorgere, aveva goduto della benedizione divina. Un antico racconto agiografico, importante per questo valore simbolico, narra che la chiesa fu fondata da san Magno, vescovo di Oderzo, che, costretto a riparare nelle lagune in seguito all’invasione longobarda del 639, si prodigò nell’assicurare soccorso materiale e spirituale alla propria comunità dispersa e disorientata. Il santo avrebbe ricevuto direttamente dal Cielo l’incarico di costruire otto chiese nelle lagune realtine per consolidare nella fede la nascente comunità veneziana predestinata a un glorioso futuro. Il Battista stesso sarebbe apparso a san Magno indicandogli i luoghi dove edificare una chiesa per sé e una per il padre Zaccaria.

Da un punto di vista storico è probabile che già i primi abitanti, profughi dalla terraferma razziata dai barbari, una volta giunti in queste isolette lagunari, abbiano edificato una semplice cappella dedicata al Battista, ma l’edificazione della prima vera e propria chiesa si colloca tuttavia in epoca successiva, forse in una data prossima a quella della vicina San Zaccaria, fondata nell’829.

La facciata della chiesa ai giorni nostri
Il primo documento che ne attesta l’esistenza risale al 1090. Si tratta di un atto di donazione in cui appare come notaio il prete Andrea Martinaci, parroco di San Giovanni Battista in Bragora.

Una successiva rifabbrica dell’edificio si ebbe a partire dal 1178 (Corner, 1749), anno in cui il parroco, Pietro Da Molin, alienò un fondo di proprietà della chiesa per affrontare le spese di ricostruzione.

Numerosi interventi di restauro vennero effettuati nei secoli seguenti, ma a metà Quattrocento le condizioni dell’edificio erano divenute precarie a tal punto da renderne necessaria una riedificazione dalle fondamenta.
Non del tutto estranea alla decisione di procedere a un radicale rinnovamento della chiesa era forse la volontà di celebrare un avvenimento che costituiva motivo di grande lustro per la contrada. Nel 1464 era infatti asceso al soglio pontificio, col nome di Paolo II, il veneziano Pietro Barbo, nato e battezzato alla Bragora.

Nel corso del suo breve pontificato, protrattosi fino al 1471, il papa istituì a Venezia un’Università, mai autorizzata in seguito dal Senato, e per onorare la propria parrocchia natale stabilì che il prestigioso titolo di Cancelliere dello Studio fosse conferito al pievano della Bragora.

Tradizionalmente è ritenuto dono di papa Paolo II il tronetto rinascimentale, che reca lo stemma della famiglia patrizia dei Barbo, collocato sulla parete di fondo del presbiterio della chiesa.