La chiesa

Le cappelle della navata sinistra

la cappella di san giuseppe
Le cappelle della navata sinistra sono frutto di un’arbitraria aggiunta ottocentesca, tendente a rendere simmetrica la pianta della chiesa. La prima, un tempo detta delle Reliquie (era sorta infatti per custodire le numerose reliquie donate alla parrocchia dai fratelli Guizzetti nel 1834) e ora intitolata a San Giuseppe da Copertino, fu eretta negli anni 1834-1835 di fronte alla cappella dell’Addolorata, occupando parzialmente l’area dell’attigua Scuola di San Giovanni Battista.

Sull’altare è collocata una pala di Francesco Maggiotto con San Bernardino da Siena in gloria e i santi Rocco, Antonio Abate, Marta, Vincenzo Ferreri e Valentino, opera giovanile del pittore, un tempo sull’altare presso il quale si riuniva la Scuola dei Filacanevi (Zanetti, 1771). Allo stesso Francesco Maggiotto spetta la tela con San Pietro a mezza figura, un tempo esposta in occasione della festa del santo e oggi sulla parete destra della cappella. Sulla parete sinistra una paletta con San Sebastiano, assegnata a un ignoto pittore veneto prossimo a Leonardo Corona (Greco, 1982-1983).

La seconda cappella, oggi intitolata a Santa Teresa d’Avila, ma un tempo consacrata alla Madonna della Pietà, era stata concepita come pendant a quella di San Giovanni Elemosinario, della quale avrebbe dovuto imitare anche la decorazione a stucco. Ideata sin dal 1805, ma realizzata solo tra il 1846 e il 1848, era destinata a custodire l’immagine della Vergine esistente sull’altare dell’Annunciata.

L’icona, anticamente posta sul ponte della Pietà e oggetto di grande venerazione da parte dei naviganti, era stata trasferita nella chiesa della Bragora per volere del patriarca Trevisan nel 1638, anno in cui venne costituita anche la Scuola intitolata alla Beata Vergine Annunciata o Madonna del Rio. Al suo posto fu collocata un’altra immagine, anch’essa oggetto delle cure della confraternita, che rimase in loco sino al secolo scorso. È peraltro difficile stabilire con certezza con quale delle due icone sia da identificarsi la piccola tavola raffigurante la Madonna col Bambino, del tipo dell’Odigitria, forse opera di un anonimo pittore cretese-veneziano del secolo XVII (Rizzi, 1972), oggi inserita entro un complesso capitello ligneo dorato di gusto barocco e collocata sulla mensa dell’altare. L’incorniciatura lignea sembrerebbe infatti coincidere con quella della seconda, descritta dettagliatamente a seguito di un intervento di restauro condotto dalla Scuola nel 1757 (Greco, 1982-1983).

san nicolò
Sulla parete sinistra della cappella è collocata una tavola con San Nicolo e storie della sua vita, opera di buona qualità, dipinta agli inizi del Seicento (Rizzi, 1972), periodo particolarmente fecondo della seconda fase dell’arte cretese-veneziana, e donata alla chiesa nel 1727 perché venisse posta nella cappella di San Giovanni Elemosinano, dove rimase per alcuni anni.

Sulla parete destra una Crocefissione, tavola di pregevole fattura di maestro cretese-veneziano, probabilmente databile nella seconda metà del Cinquecento, della quale si ha notizia per la prima volta nell’inventario del 1847.

Alla destra dell’ingresso della cappella, sulla parete della navata, è attualmente collocata una Madonna col Bambino di Alvise Vivarini, proveniente dalla demolita chiesa di San Severo, ma probabilmente destinata in origine alla devozione privata. La tavola, databile negli anni 1485-1490, si presenta oggi profondamente alterata da restauri e ridipinture: la zona inferiore ha ormai perduto pressoché completamente il colore originale, ben conservato invece in quella superiore, in corrispondenza del paesaggio e del volto della Vergine, ma l’insieme compositivo risulta ormai compromesso.

Sotto la finestra, il dipinto con Cristo e la Veronica, racchiuso entro una bella cornice cinquecentesca, è opera di scuola veneta della seconda metà del secolo XVI.

Accanto ad essa, il Cristo benedicente di Alvise Vivarini, un tempo nella cappella di San Giovanni Elemosinario.